venerdì 23 aprile 2010

Lezione di pianoforte n.8 - Le alterazioni


Cosa sono le alterazioni? Sono quei segni convenzionali, posti davanti alle note, e ci indicano di alterare la nota in questione.

Alterare una nota, vuoldire modificarla. Esistono 2 tipi di modifiche per le note:

1) Il Diesis (#)

2) Il Bemolle (b)

Cosa cambia tra diesis e bemolle?

Il diesis indica che bisogna alterare la nota in senso ascendente, mentre il bemolle in senso discendente.

Se per esempio troviamo un Re, e davanti al Re, c'è un diesis, il Re, diventa Re diesis ovvero, dal Re bisogna salire (ascendere) di un tasto (un semitono). Infatti il primo tasto che si trova, subito alla destra del Re (andando verso l' alto si ascende, quindi verso destra) è il tasto nero (e non il Mi, il tasto nero fra il Re e il Mi).



Se troviamo davanti al Re un bemolle, il Re, diventa Re bemolle ovvero, dal Re bisogna scendere (discendere) di un tasto (un semitono). Infatti il primo tasto che si trova subito alla sinistra del Re (andando verso il basso si discende, quindi verso sinistra) è il tasto nero compreso fra il Do e il Re.

Ma come si chiama per esempio, il tasto nero compreso tra il Sol e il La?

Questa non è una domanda da sottovalutare perchè la risposta è : Dipende.

Può avere 2 denominazioni.

Se seguiamo il brano in senso ascendente , ovvero, dal Sol verso il La, il tasto nero di mezzo si chiamerà Sol diesis. Se invece seguiamo il brano in senso discendente, ovvero, dal La verso il Sol, il tasto nero di mezzo si chiamerà La bemolle.

Le alterazioni a loro volta si distinguono in Fisse o temporanee.

Sono fisse le alterazioni in chiave (quelle poste all' inizio dello spartito, come nell' immagine sopra).

Sono temporanee le alterazioni che si mettono all' interno delle battute.

Esiste in realtà un' altro gruppo di alterazioni e sono le alterazioni precauzionali. Ovvero quelle alterazioni che vengono messe anche quando non c'è nè l' effettivo bisogno.


Le regole delle alterazioni

Come ogni cosa, anche le alterazioni hanno le loro regole.

Alterazioni Fisse
Se si tratta di alterazioni fisse, queste vanno messe all' inizio dello spartito, subito prima il segno del tempo (in successione, da sinistra verso destra sarebbe: Chiave, alterazioni, tempo).

Hanno una durata che vale solo per la riga in cui sono state messe, quando si va a capo, vanno rimesse. Se per esempio le alterazioni in chiave sono Fa e Do diesis, e in una misura ci serve il Fa naturale? semplice, esiste il Bequadro. Questo simbolo, simile al diesis, posta davanti alla nota, annulla la sua alterazione.

Alterazioni Temporanee
Se si tratta di alterazioni temporanee (o accidentali), queste vanno inserite all' interno di una misura, subito prima della nota che vogliamo alterare.

Hanno una durata che vale fino allo battuta stessa. Così se nella battuta precedente abbiamo alterato il Fa, rendendolo Fa diesis, e nelle battuta successiva ci serve ancora il Fa diesis, dobbiamo riscrivere il diesis davanti al Fa. Il cambio della battuta annulla le alterazioni precedenti.

Le doppie alterazioni
Esistono poi anche le doppie alterazioni. Queste infatti, a differenza delle alterazioni naturali (che alzano o abbassano una nota di un semitono), hanno la funzione di alzare o abbassare una note di 2 semitoni ovvero di 1 tono.

Queste sono il doppio diesis (##) e il doppio bemolle (bb).

In questo caso, se vi è un Fa## non abbiamo nient' altro che un Sol poichè il Fa è stato innalzato di un tono intero. La stessa cosa vale per i doppi bemolli.

Se vi è un Rebb, praticamente abbiamo un Do, poichè questo Re è stato abbassato di un tono intero.

5 commenti:

  1. Due sole parole...CHE BORDELLO!

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  2. Alemodaiolatizianina23710 agosto 2012 17:48

    Mi sono segnata alcune cose che non sapevo....è un vero casino ricordarsi tutto, ma spero di imparare presto, e complimenti a te che hai spiegato veramente molto bene!

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  3. Ciao, volevo farti una domanda: qual'è il mi bemolle? Aiuto!

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  4. è tutto fantastico

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