giovedì 3 giugno 2010

Le tonalità vicine: come usarle per improvvisare




La teoria delle tonalità vicine è molto nota per chi studia o ha studiato armonia e/o composizione. Queste sono alla base di ogni tipo di composizione di ogni era.

Infatti, non possiamo noi spostarci liberamente all' interno della tastiera durante una composizione o improvvisazione ma siamo sempre vincolati da regole che determinano la buona riuscita del brano.

Se per esempio da un accordo di partenza, ci muoviamo in un altro che non c'entra nulla con questo, non esce una melodia ma un baccano. Ecco che così purtroppo nasce la musica contemporanea.

Tornando a noi però, abbiamo alcune regole da seguire. Ovvero, bisogna muoversi (non obbligatoriamente), seguendo le tonalità vicine.

Quali sono le tonalità vicine di una determinata tonalità? Sono la sua relativa maggiore/minore oppure il suo quarto grado o quinto grado.

Se infatti iniziamo a suonare partendo da un Do maggiore, possiamo spostarci da questo in La minore che sarebbe il suo modo relativo minore.

Oppure dal Do possiamo andare al Sol maggiore che rispetto il Do è il quinto grado, oppure ancora possiamo andare al Fa maggiore che rispetto al Do è il quarto grado.

Tuttavia nulla ci vieta di andare a Sib maggiore subito dopo aver suonato l' accordo di Do.

Più precisamente, secondo la teoria, due tonalità sono vicini se non hanno più di alterazioni di differenza. Per esempio, la tonalità di Sib che ha in chiave il Sib e il Mib, è una tonalità vicina al Do perchè non ha più di due alterazioni di differenza.

La tonalità di Mib invece è una tonalità lontana rispetto a Do maggiore perchè possiede più di 3 alterazioni di differenza.

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